Gestione della mediazione e dell’accordo di Relazione

Patti chiari, relazione lunga

Il fallimento di una relazione è, quasi sempre, il fallimento di una comunicazione

Zygmunt Bauman, sociologo, filosofo e accademico polacco, affermò che il fallimento di una relazione è, quasi sempre, il fallimento di una comunicazione. Ed uno dei fattori più incisivi da questo punto di vista è il continuo ed inconsapevole ricorso al sottinteso. Il sottinteso è una vera e propria trappola perché parte dal presupposto errato che tutte le persone considerino implicite ed ovvie le medesime cose. Cioè che l’altro “sappia” quel che io non dico chiaramente. Il presupposto è errato in partenza perché la caratteristica degli esseri umani è proprio l’unicità, quella diversità che implica valori, certezze e sottintesi dissimili per ognuno di noi.

Le soluzioni per una comunicazione efficace: Patti chiara, relazione lunga

Per il funzionamento di una relazione, di qualsiasi tipo essa sia, occorre quindi non lasciare nulla di “sottinteso” ed esprimersi nella comunicazione con grande chiarezza. Vale anche in azienda. Una richiesta poco chiara, dove si considerano implicitamente noti dei dettagli importanti, induce confusione nel collaboratore chiamato ad eseguire l’incarico. Se non è messo in condizioni di comprendere cosa gli viene chiesto di fare, difficilmente riuscirà a portare a termine il compito in maniera rapida ed efficace. Anche una divisione di compiti e mansioni non definita induce a incomprensioni, rallentando l’esecuzione e quindi la produttività. Una comunicazione aggressiva, brusca, priva di misure semplici come “per favore, potresti”, “grazie”, “ottimo lavoro” può generare in chi ascolta una reazione difensiva, che può metterlo talmente in tensione da concentrarsi sulla sensazione di sentirsi attaccato e non comprendere affatto cosa gli viene chiesto di fare.

Dotare l’azienda di Patti chiari è indispensabile nella mediazione dei conflitti.

Dotare l’azienda di “Patti chiari“, vale a dire di un chiaro “accordo di relazione” significa esporre in termini semplici e non equivocabili:

– che ogni membro dell’azienda è prezioso, unico e degno di rispetto (“Scusa”, “Per favore”, “Grazie”, “Appena ti liberi, potresti…”)
– cosa si richiede esattamente, a chi ed entro quale termine temporale
– cosa è urgente, cosa è prioritario, cosa è importante e cosa può essere evaso con più calma
– chi è competente e chi è responsabile
– che ogni lavoro ben fatto è meritorio di lode
– che la critica è sull’errore e non sulla persona
– che quando non si comprende qualcosa, si può e si deve chiedere chiarimenti, oppure riassumere ciò che si è capito in maniera che emergano eventuali zone d’ombra.

Intervento strategico

Questo tipo di intervento, indispensabile nella mediazione dei conflitti, è strategico per la loro prevenzione. Perché i conflitti nascono dalla degenerazione dei disaccordi e la maggior parte dei disaccordi non deriva da una effettiva discordanza di opinioni ma da un equivoco interpretativo circa il “sottinteso”. Non sono cioè in conflitto con quanto mi stai dicendo, ma con quello che io penso tu voglia dirmi tra le righe.

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