FAQ

IL COSTO DEI CONFLITTI IN AZIENDA

I conflitti interni all’azienda rappresentano una fonte di danni economici molto alta, stimata da alcuni studi statunitensi intorno ai 350 miliardi di dollari all’anno (quasi 2% del PIL degli Stati Uniti) e possono costituire un grave ostacolo per la produttività e la crescita di un’impresa, perché risucchiano e disperdono tempo, efficacia e denaro.
“Le due cose più importanti non compaiono nel bilancio di un’impresa: la sua reputazione e i suoi uomini”
Henry Ford
Per K. Thomas e W. Schmid (1976) intorno al 30%; 42% è la stima di C. Watson e R. Hoffman (1996); secondo R.Taylor, invece, in alcuni casi e settori si arriva al 70%. Qualsiasi sia la stima più valida, è indubbio che un manager disperda molto del suo tempo lavorativo in questa incombenza.
Tra il 2,3 e l’8,3% delle ore lavorative, secondo una ricerca congiunta dell’americana OPP (azienda internazionale di consulenza psicologica) insieme al britannico Chartered Institute of Personnel Development (CIPD) su un campione di 5000 persone dislocate in America e Europa.
Un ambiente lavorativo conflittuale genera stress ed è nota la correlazione statistica con una maggiore assenza dei dipendenti ed un più frequente ricorso alle spese sanitarie (+50%)
L’altra faccia dell’assenteismo è presentarsi a lavoro anche malati, per la paura di essere scalzati dai propri “nemici”-colleghi. Anche questa pratica, collegata alla conflittualità aziendale, si traduce in un danno economico paradossalmente ancora più pesante rispetto all’assenteismo, perché pur se presente, la persona non è produttiva.
Secondo lo studio di Duxbury e Higgins del 2007, il 50% di chi si licenzia dichiara di essere motivato da conflitti mal gestiti, con conseguente danno aziendale, soprattutto quando si tratta di personale altamente qualificato, che deve essere sostituito con qualcuno di altrettanto valido.
Un dipendente insoddisfatto, in un ambiente lavorativo conflittuale, parla male dell’azienda. Se esprime tale scontento sui social, i danni per l’immagine dell’impresa possono essere enormi. Secondo gli studi nel settore, l’80% delle persone che parlano male della propria azienda vivono in un ambiente lavorativo conflittuale mal gestito.
È un calcolo sfuggente. Sicuramente, se il conflitto non viene gestito, lo scontro tende a cristallizzarsi, i dipendenti perdono fiducia in se stessi, nella squadra e nell’azienda, di conseguenza la produttività del gruppo rallenta e le energie sono spese per difendersi o per attaccare più che per l’obiettivo fissato o la ricerca di nuove opportunità di crescita. Nel quadro compaiono l’assenteismo ed il presenteismo, aumentano gli incidenti e gli infortuni, incrementano i costi legali e si può degenerare in veri e propri sabotaggi.
Vivere in un ambiente di lavoro conflittuale aumenta i livelli di stress ed ansia, demotiva e può indurre problemi psicosomatici che investono anche la vita privata, la salute, la famiglia, gli amici.
Questi sono calcoli difficili da elaborare, ma sicuramente se il team produce un prodotto qualitativamente inferiore, la soddisfazione del cliente non può essere al massimo.